Genova, non si può abortire nell'ospedale di Bagnasco
GENOVA - Lo ha firmato anche Marta Vincenzi, diessina, sindaco di Genova da due giorni, alla vigilia del suo insediamento. È un atto di denuncia durissimo contro uno dei principali ospedali della città, governato dagli uomini scelti dalla influente Curia genovese. "Da due mesi l'ospedale Galliera, presieduto dall'arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, ha sospeso il servizio di interruzione di gravidanza; o le cose cambiano o ci rivolgiamo alla Procura della Repubblica": l'attacco che parte da Genova è lanciato da Mercedes Bo, nipote del grande intellettuale del Novecento Carlo e vicepresidente nazionale dell'Aied. Firmano anche il coordinamento donne della Cgil, l'Udi e un fitto elenco di associazioni di donne. "È interruzione di servizio pubblico, in un ospedale finanziato dallo Stato - protesta Bo - Qui è in gioco la laicità dello Stato".
Gay Pride a Mosca, aggrediti i radicali
MOSCA - Botte e arresti al Gay Pride di Mosca. La manifestazione, vietata dal sindaco, contestata violentemente dagli estremisti (naziskin compresi) e neutralizzata dalla polizia, ha avuto oggi la stessa sorte dello scorso anno. Ma i fermi di alcuni deputati europei, tra cui il radicale Marco Cappato e l'aggressione a Vladimir Luxuria, parlamentare di Rifondazione Comunista, hanno tuttavia fatto rimbalzare la notizia in tutta Europa.
La denuncia dei radicali italiani. Durante la manifestazione organizzata a Mosca in favore del Gay Pride, "un gruppo di naziskin" ha "picchiato violentemente i radicali". La denuncia arriva dal partito radicale, secondo il quale "subito dopo c'è stato l'intervento della polizia che anziché difendere le persone aggredite ha provveduto ad arrestare i radicali". Tra le persone aggredite, secondo i radicali, ci sono il deputato europeo Marco Cappato e Vladimir Luxuria, parlamentare di Rifondazione Comunista, che, però, non è stata fermata dalla polizia.
La manifestazione. Il Gay Pride di Mosca, organizzato per ricordare il 14esimo anno della depenalizzazione dell'omosessualità in Russia, era stato vietato dal sindaco di Mosca Iuri Luzhkov, che lo scorso gennaio non aveva esitato a definirlo "opera di Satana". Alla fine solo una cinquantina di persone, tra cui il popolarissimo duo femminile russo 'Tatu', hanno sfidato il divieto del primo cittadino, trovando però la piazza davanti al municipio bloccata dalla polizia e da gruppi di estremisti che hanno lanciato uova e bottiglie, aggredendo i partecipanti con calci e pugni. Il tutto sotto gli occhi degli "Omon", gli agenti antisommossa.
Gli insulti. "Mosca non è Sodoma", gridavano i contestatori, un mix di naziskin, filo monarchici, nazionalisti e pure un paio di preti ortodossi. "I gay non dovrebbero passeggiare per la città nel giorno della Santa Trinità", ha dichiarato Igor Miroshnicenko, vice capo dell'Unione dei gonfaloni ortodossi, movimento religioso di ispirazione monarchico-nazionalista.
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