Aborto, in Lombardia via alle modifiche

LEGGE 194, lo scontro

Aborto, in Lombardia via alle modifiche

 

Limiti più restrittivi sull'aborto terapeutico. Interruzione vietata dopo la 22esima settimana

MILANO — Nuovi limiti all'aborto terapeutico, vietato dopo la 21esima settimana (o, tutt'al più, dalla 22esima e 3 giorni). Non solo: l'interruzione di gravidanza per motivi di salute della donna vincolata al via libera di un'équipe di specialisti (tra cui, eventualmente, anche uno psichiatra). E il divieto dell'aborto selettivo in una gravidanza gemellare in assenza di reali problemi fisici o psichici della paziente. Mentre a livello nazionale infuria il dibattito sulla 194, gli ospedali di Milano si sono dati linee guida che mettono paletti all'applicazione della legge. Nelle ultime settimane lo hanno fatto sia la Mangiagalli, prima clinica in Italia a praticare le interruzioni di gravidanza dopo l'esplosione dell'Icmesa a Seveso, sia il San Paolo, travolto quest'estate dallo scandalo per lo scambio di un feto sano con uno malato in un aborto selettivo. Ma non finisce qui: dalla metà di dicembre entrambi i codici di autoregolamentazione sono al vaglio della Regione. Decisa a estendere le nuove regole a tutta la Lombardia.

 (Continua)

BINETTI: SULLA 194 VOTERò CON FI

Binetti: "Sulla 194 voterò con Fi"
Turco: "Dibattito, non modifica"

La sinistra insorge contro i teodem. Duro attacco di Manuela Palermi, Verdi-Pdci
"Copre di vergogna e ridicolo la coalizione. Ha una visione talebana della religione"

E Bondi: "Non chiedo revisione della legge, ma "piena applicazione"

ROMA - "La senatrice Binetti sta coprendo di vergogna e di ridicolo l'intera coalizione di governo. Ha una visione talebana della religione". Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a Palazzo Madama, insieme ad altri esponenti della sinistra, non usa davvero il fioretto contro la collega della maggioranza Paola Binetti, che con i 'teodem' del Pd, si è detta pronta a votare con Forza Italia, stavolta sul tema della legge sull'aborto. E sulla questione è intervenuta anche il ministro della salute Livia Turco, che con altri esponenti della maggioranza dice nettamente: "La 194 non si tocca".