Domenica 23 Novembre: Torneo Tacchetti a Spillo
Chi paga per i peccati dell'uomo?
COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDANCIA GENERALE DELL’ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE. COMMISSIONE SESTA-COMMISSIONE INTERGALATTICA DELL’EZLN. MESSICO 15 E 16 SETTEMBRE 2008
COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDANCIA GENERALE DELL’ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE. COMMISSIONE SESTA-COMMISSIONE INTERGALATTICA DELL’EZLN. MESSICO 15 E 16 SETTEMBRE 2008 A GLI/LE ADERENTI ALLA SESTA DICHIARAZIONE E ALL’ALTRA CAMPAGNA A GLI/LE ADERENTI ALLA ZEZTA INTERNAZIONAL: AL POPOLO DEL MESSICO: AI POPOLI DEL MONDO: COMPAGNE E COMPAGNI: FRATELLI E SORELLE: Di nuovo rivolgiamo la nostra parola. Questo vediamo, questo guardiamo. Questo giunge al nostro udito, arriva al nostro cuore scuro. *I. *Là in alto vogliono ripetere la loro storia. Vogliono tornare ad imporci il loro calendario di morte, la loro geografia di distruzione. Quando non ci sradicano dalle nostre radici, le distruggono. Ci rubano il lavoro, la forza. Lasciano senza persone, senza vita, i nostri mondi, la terra, le sue acque e tesori. Le città ci perseguitano ed espellono. I campi muoiono e ci fanno morire. E la menzogna si trasforma in governi e l'usurpazione l'arma i loro eserciti e poliziotti. Nel mondo siamo illegali, clandestini, indesiderati. Siamo perseguitati. Donne, giovani, bambini, anziani muoiono in morte e muoiono in vita. E là in alto predicano la rassegnazione, la sconfitta, la claudicazione, l'abbandono per quelli in basso. Qua in basso restiamo senza niente. Solo rabbia. Solamente dignità. Non c'è ascolto per il nostro dolore se non da chi è come noi. Non siamo nessuno. Siamo soli e solo con la nostra dignità e con la nostra rabbia. Rabbia e dignità sono i nostri ponti, i nostri linguaggi. Ascoltiamoci dunque, conosciamoci. Che il nostro coraggio cresca e si faccia speranza. Che la dignità sia di nuovo radice e nasca un altro mondo. Abbiamo visto ed ascoltato. Piccola è la nostra voce per fare da eco a questa parola, il nostro sguardo è piccolo per così tanta degna rabbia. Ancora dobbiamo vederci, guardarci, parlarci, ascoltarci. Siamo altri, altre, altro. Se il mondo non ha un posto per noi, allora bisogna fare un altro mondo. Senza altri strumenti che la rabbia, senza altro materiale che la nostra dignità. Dobbiamo ancora incontrarci, conoscerci. Manca quello che manca… *II *A 3 anni dalla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, l'EZLN ha fatto una riflessione collettiva, alimentata dall'orizzonte più ampio di quello che le/i nostr@ compagn@ dell'Altra Campagna in Messico e della Zezta Internazionale nel Mondo ci hanno regalato. Non è poco quello che abbiamo visto ed ascoltato, a volte direttamente, a volte nelle parole e negli sguardi degli altri, delle altre. Tanta è la rabbia che abbiamo toccato e tanta la dignità che abbiamo trovato, che pensiamo di essere ancora più piccoli di quello che credevamo. In Messico e nei 5 continenti abbiamo trovato quello che avevamo intuito quando abbiamo iniziato questo nostro sesto passo: c'è un altro mondo, c'è un'altra strada. Se la catastrofe che si avvicina si può impedire e l'umanità ha un'altra opportunità, sarà per quest@ altr@ che, in basso e a sinistra, non solo resistono, ma già abbozzano il profilo di un'altra cosa. Qualcosa di diverso da quello che succede in alto. Nell'impossibile geometria del Potere politico, i fondamentalismi si distribuiscono equamente: le destre tornano ultradestre e le sinistre istituzionali mutano nell'impossibile destra erudita. Chi si lamenta sulla stampa progressista del fatto che i fanatici della stampa opposta censurano, distorcono e calunniano il loro capo, a sua volta censura, distorce, calunnia e tace di fronte a qualsiasi altro movimento che non si piega al giudizio del capoccia, e senza pudore distribuiscono condanne ed assoluzioni al ritmo mediatico assurdo. Fanatici di una e dell'altra parte si disputano bugie travestite di verità ed i crimini valgono secondo il tempo mediatico che occupano. Ma tutto questo non è altro che il pallido riflesso di quello che succede nella politica. Il disgusto di fronte al cinismo e l'incompetenza delle classi politiche tradizionali, si è trasformato in rabbia. A volte questa rabbia persegue la speranza di un cambiamento sulle stesse strade di sempre e si imbatte nella delusione che immobilizza o nella forza arbitraria che soffoca. Il nord confuso e brutale torna alle solite. Quando non fomenta frodi elettorali (come in Messico) promuove, incoraggia e finanzia colpi di Stato (come sta tentando ora in Bolivia e Venezuela). La guerra continua ad essere la sua diplomazia internazionale per eccellenza: Iraq ed Afghanistan bruciano ma, per la disperazione dell'alto, non si consumano. Le imposizioni di egemonia ed omologazione su scala mondiale, trovano nelle nazioni, nelle regioni e nelle piccole località, gli apprendisti stregoni che tentano l'impossibile ritorno storico ad un passato dove il fanatismo era legge ed il dogma scienza. Nel frattempo, le classi politiche di governo hanno trovato nel mondo del teatro il travestimento adeguato per occultare il loro ingresso nel crimine organizzato. Stanco di tanta avarizia, il pianeta comincia a presentare l'impagabile conto della sua distruzione. Ma anche le catastrofi "naturali" sono di classe e le sue stragi si fanno sentire soprattutto tra quelli che non hanno niente e non sono nessuno. Di fronte a questo, la stupidità del Potere non ha limiti: milioni e milioni di dollari sono impiegati per fabbricare nuove armi ed installare altre basi militari. Il Potere del capitale non si preoccupa di formare maestr@, medici, ingenier@, ma soldati. Non prepara costruttor@, ma altro distruttori. E chi si oppone a questo è perseguitat@, incarcerat@, assassinat@ . In Messico in prigione ci sono contadini che difendevano la loro terra (San Salvador Atenco); in Italia sono perseguiti e trattati come terroristi coloro che si oppongono all'installazione di basi militari; nella Francia di "libertà, uguaglianza e fraternità" gli esseri umani sono liberi, uguali e fratelli solo se lo dicono i documenti; in Grecia la gioventù è un vizio da sradicare; ed ancora in Messico, ma ora nella città con lo stesso nome, i giovani sono criminalizzati ed assassinati e non succede niente perché non rientra nell'agenda che in alto dettano quelli di una e dell'altra parte, mentre una consultazione legittima si trasforma nel penoso lavarsi le mani di un capo di governo assassino; nella Spagna della moderna Unione Europea si chiudono giornali e si criminalizza una lingua, il basco, pensando che uccidere la parola uccide chi la inalbera; nell'Asia tanto vicina, alle richieste contadine si risponde con ingiustizie blindate; nella superba Unione Americana, nata dal sangue di immigranti, si perseguono ed uccidono gli/le altr@ colori che vi lavorano; nel lungo dolore che si chiama America Latina è disprezzato e umiliato il sangue scuro che la sostiene; nel Caribe ribelle, un paese, Cuba, deve sommare alla disgrazia naturale quella di un blocco imperiale che non è altro che un crimine impunito. Ed in tutti gli angoli della geografia del mondo e tutti i giorni dei loro calendari, coloro che lavorano, coloro che fanno andare avanti le cose, sono spogliati, disprezzati, sfruttati, repressi. Ma ci sono anche volte, molte, tante, in cui ci strappano il sorriso, in cui le rabbie cercano le proprie strade, nuove, altre. Ed il "no" che si alza non solo resiste, ma comincia a proporre, a proporsi. Dalla nostra apparizione pubblica, orami quasi 15 anni fa, è stato nostro impegno l'essere ponte affinché le ribellioni passino da una parte all'altra. A volte ci siamo riusciti, a volte no. Ora vediamo e sentiamo non solo la ribelle resistenza che, sorella e compagna, continua ad essere al nostro fianco ed incoraggia i nostri passi. C'è ora qualcosa che prima non c'era, o che non riusciamo a vedere allora. C'è una rabbia creativa. Una rabbia che dipinge di tutti i colori le strade del basso e a sinistra nei cinque continenti… *III *PER TUTTO QUESTO, E COME PARTE DEGLI EVENTI IN OCCASIONE DEL 25 ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DELL'ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE, I 15 ANNI DELL'INIZIO DELLA GUERRA CONTRO L'OBLIO, IL QUINTO ANNO DELLE GIUNTE DI BUON GOVERNO ED IL TERZO ANNO DELL'ALTRA CAMPAGNA E DELLA ZEZTA INTERNAZIONALE, GLI UOMINI, DONNE, BAMBINI ED ANZIANI DELL'EZLN INVITIAMO TUTT@ I RIBELLI DEL MESSICO E DEL MONDO ALLA CELEBRAZIONE DEL *PRIMO FESTIVAL MONDIALE DELLA RABBIA DEGNA * *DAL TEMA:* *UN ALTRO MONDO, UN ALTRO CAMMINO: IN BASSO E A SINISTRA* CHE SI SVOLGERÀ NELLE SEGUENTI SEDI E DATE: NELL’ALTRA CITTÀ DEL MESSICO, DISTRITO FEDERAL, I GIORNI 26, 27, 28 E 29 DICEMBRE 2008. NELLA STRUTTURA DELL'ASSOCIAZIONE LOS CHARROS REYES DI IZTAPALAPA, del Frente Popular Francisco Villa Independiente-UNOPII, avenida Guelatao # 50, Colonia Álvaro Obregón, Delegación Iztapalapa, vicino alla stazione Guelatao della metropolitana, dove si terrà l’esposizione. E NEL LOCALE DELLA UNÍOS, calle Dr. Carmona y Valle #32, colonia Doctores, vicino alla stazione Cuauhtemoc della metropolitana, dove si svolgeranno altre attività. NEL CARACOL DI OVENTIK, CHIAPAS, SEDE DELLA GIUNTA DI BUON GOVERNO “CORAZÓN CÉNTRICO DE LOS ZAPATISTAS DELANTE DEL MUNDO”, I GIORNI 31 DICEMBRE 2008 E PRIMO GENNAIO 2009. NELLA CITTÀ DI SAN CRISTÓBAL DE LAS CASAS, CHIAPAS, I GIORNI 2, 3 E 4 GENNAIO 2009. NELLA SEDE DEL CIDECI, che si trova s Camino Real de San Juan Chamula s/n, Colonia Nueva Maravilla. ALCUNI DEI SOTTO-TEMI DEL FESTIVAL SARANNO: .- UN’ALTRA CAMPAGNA .- UN’ALTRA POLITICA .- UN’ALTRA CITTÀ .- UN ALTRO MOVIMENTO SOCIALE .- UN’ALTRA COMUNICAZIONE .- UN’ALTRA STORIA .- UN’ALTRA ARTE E UN’ALTRA CULTURA .- UN’ALTRA SESSUALITÀ *IL FESTIVAL “UN ALTRO MONDO, UN ALTRO CAMMINO: IN BASSO E A SINISTRA”,* AVRÀ LE SEGUENTI CARATTERISTICHE: 1. - Nella sede di Città del Messico sarà installata una grande esposizione nazionale ed internazionale dove ogni lotta, ogni esperienza, ogni rabbia avrà un suo spazio dove potrà mostrare la sua lotta ed il suo coraggio. Affinché tutt@ possiamo guardarli, ascoltarli, conoscerli. 2. - Nella sede in territorio zapatista, la dignità e la rabbia si faranno arte e cultura, musica e canto, perché la ribellione si balla. E con le parole il dolore si farà speranza. 3. - Nella sede a San Cristóbal de las Casas, Chiapas, la parola andrà e verrà per far nascere altre parole e dare forza e ragione alla rabbia. 4.- I gruppi, collettivi ed organizzazioni nazionali ed internazionali che parteciperanno al festival saranno solo quelli invitati per tale scopo. Per questo, la Commissione Sesta dell'EZLN ha avviato consultazioni con organizzazioni politiche e sociali, così come con collettivi e gruppi anarchici e libertari, di comunicazione alternativa, di arte e cultura, di difesa dei diritti umani, di lavoratori e lavoratrici del sesso, con intellettuali attivisti sociali, con ex prigionier@ politic@, tutt@ aderenti alla Sesta Dichiarazione; e con gruppi, collettivi ed organizzazioni di altri paesi, tutt@ parte della Zezta Internazional. Dopo queste consultazioni si stabiliranno i criteri per gli inviti e le regole di partecipazione. 5. - Per le tavole rotonde e conferenze, l'EZLN inviterà organizzatori sociali, pensator@ e dirigenti di progetti anticapitalisti del Messico e del Mondo. La lista degli invitati sarà resa nota in seguito. 6. - Ulteriori dettagli su come pensiamo sarà questo festival della degna rabbia saranno comunicati a tempo opportuno (cioè, quando avremo un'idea approssimativa della faccenda in cui vi stiamo cacciando). Per ora è tutto. LIBERTÀ E GIUSTIZIA PER ATENCO! Dalle montagne del Sudest Messicano. Per il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comando Generale dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. /Subcomandante Insurgente Marcos/ Messico, Settembre 2008 (/Traduzione Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo/) *PER TUTTE LE INFORMAZIONI PER PARTECIPARE AL FESTIVAL CONSULTARE LA PAGINA WEB:* *http://enlacezapatista.ezln.org.mx* <http://enlacezapatista.ezln.org.mx/>
Milano: che brutta città
CAROVANA EUROPEA IN CHIAPAS
CAROVANA EUROPEA IN CHIAPASIN SOLIDARIETÀ CON L'AUTONOMIA ZAPATISTAE
L'ALTRA CAMPAGNA DEL MESSICO
Un ponte di solidarietà.
Un cammino per condividere resistenze e ribellioni,per alimentare sogni e speranze comuni,
dall'Altra Europa anticapitalistaall'Altro Messico in basso e a sinistra,con lo stesso cuore pulsante,
per un mondo nuovo, migliore e possibile.
27 Luglio - 12 Agosto 2008Sono già passati 14 anni da che le/gli zapatist@ rispondono,
giorno dopogiorno, alla domanda: "Possiamo vivere e costruire la ribellione in tempi
di guerra permanente, senza che questa ribellione si trasformi in terrore e guerra?".
(Continua)
Inviato da
wendy
( NEWS, MA VA' A BACIA' IN CHIAPAS! )
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Wendy loves Boccaccio

L@S ZAPATISTAS NO ESTAN SOL@S
Dopo anni di apparente tranquillità non passa giorno senza che le Giunte del Buongoverno zapatiste,
denuncino episodi di provocazione e di attacco contro le comunità indigene del Chiapas.
La resistenza divenuta pratica di autonomia e autogoverno. Non più la guerra visibile fatta di carri armati
e corpi militari o paramilitari, ma una lunga e lacerante creazione di microconflitti spacciati come scontri tra indigeni.
Una strategia che, nell'epoca dell'assordante rumore delle operazioni militari e delle stragi quotidiane della guerra
globale, si vuol far passare sotto silenzio.
L'autonomia zapatista parla il linguaggio delle comunità in lotta in tutto il mondo per salvaguardare i beni
comuni e le risorse, per dare un senso reale alla parola democrazia, per conquistare diritti di cittadinanza
per ogni essere umano.Media indipendenti, singoli, collettivi, artisti, musicisti, spazi sociali, a stare vicino e
appoggiare questa lotta che non è poi così lontana dalla realtà italiana.
Con questa Campagna:
- Chiediamo la fine delle aggressioni contro le comunità indigene e della repressione generalizzata,
basata su operativi militari, incarcerazioni e violazione dei diritti umani, attuata dal governo messicano
nei confronti dei movimenti sociali, come sta succedendo con la lotta di Oaxaca e Atenco.
- Vogliamo impegnarci per far circolare le voci e le denunce che giungono dal Sud-Est Messicano
- Vogliamo costruire una grande e variegata presenza in appoggio all'autonomia zapatista per
quest'estate in Chiapas per dire insieme a molt@ da tutta Europa che:
¡LOS ZAPATISTAS NO ESTAN SOLOS!
Continua per l'appello completo
(Continua)Inviato da wendy ( NEWS, MA VA A BACIA' IN.... CHIAPAS ) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
Tornate...Primo video della Carovana in Palestina!
Diario del 28 marzo 2008
Ultima giornata a Betlemme di ritorno dal giro verso nord e prima di andare a Gerusalemme, dove domani staremo al Luq Luq, un centro sociale (per intenderci) del quartiere musulmano.
La giornata di oggi e' stata all'insegna di una passeggiata nel campo
profughi di Dehishee e la visita in un'altra sede dell'Ibdaa. Uno nuovo
spazio, ancora in costruzione, che funge attualmente anche da
biblioteca,
asilo nido e prossimamente un media center.
Dalla terrazza e' facile vedere all'orizzonte il muro che divide Betlemme da Israele.
Le sensazioni sono sempre forti e le medesime: non c'e'futuro per chi non ha spazio per crescere.
Al termine della visita e dell'incontro con chi lo gestisce, dopo
pranzo ci siamo spostati all'universita' di Betlemme dove c'e' stata la
partita tra le ragazze italiane e la rappresentativa palestinese. La
sconfitta delle "nostre" e' stata piuttosto netta ma l'impegno non e'
assolutamente mancato, anzi. Bisogna dare atto che gia' l'anno scorso
avevamo scoperto quale bella realta' sia questa squadra di calcio
femminile palestinese.
Il pomeriggio scorre piacevolmente tra un workshop di giocoleria
all'interno della sede dell'Ibdaa e un giro nel campo con la Murga e
l'assalto dei bambini per accapparrarsi il centinaio di enormi
palloncini che venivano distribuiti in giro.
Un autentico bagno di folla.
Chiudiamo salutando gli e le abitanti di Dehishee mentre sta per
cominciare la festa di saluto organizzata dal Ibdaa Cultural Center
sperando di vederci nuovamente il prossimo anno.
Qualche immagine della carovana in Palestina...from Wendy
Diario 27 marzo 2008
Si continua la giornata con la grande partita di calcio maschile, il cambio al vertice e' evidente e la squadra finalmente vince, risultato finale 2 a 0 :) ma come al solito la festa continua non importa chi abbia vinto, i bambini ci assediano festosamente fino alla nostra partenza con i pullmann.
Ritorniamo a Betlemme per proseguire le nostre giornate domani con la visita al campo profughi di Dehishee.
Piccol* incursionist* crescono: 4° giorno in Palestina
La mattinata a Jayyus è stata intensa: accompagnat* da bambini eccitatissimi si tenta di saltare il muro: la carovana scavalca la sbarra e si avvicina alla rete che circonda il campo...pochi istanti dopo una camionetta di soldati armati spiana in faccia la (pre)potenza armata di Israele e costringe tutt* alla ritirata.
Nel pomeriggio poi incontri di ogni tipo: con le associazioni sportive, le squadre e gli studenti che raccontano quanto è difficile fare tutto ciò che per noi è banale e scontato quando ogni giorno.
Ma soprattutto le ragazze della carovana organizzano un incontro con l'associazione femminile del campo, per ascoltare e vedere l'occupazione con i loro occhi.
La tensione si è davvero fatta sentire oggi...
"Avventura con bimbi scatenati in odor di intifada..."
"...poco dopo sono arrivate due camionette di soldati, uno ci ha puntato un mini bazooka come avvertimento..."
Diario 26 marzo 2008
La sveglia naturale del gallo e delle pecore ci riporta alla realta' del villaggio di Jayuss.
La giornata che aspetta la carovana e' densa di avvenimenti. La mattina l'incontro con con "Stop the Wall", grazie al quale tutte e tutti abbiamo una situazione piu' chiara sul muro e sulla "prigione" di Gaza e sulla situazione di tutta la palestina e del suo popolo. In seguito andiamo a visitare la "porta" meridionale che limita l'accesso ai campi degli ulivi e alle coltivazioni. Lo spettacolo e' impressionante e i militari non ttardano ad arrivare vista la nostra presenza. Ai nostri piedi una terra particolare che permette all'esercito di poter tracciare ogni passaggio che sia a piedi o con un mezzo.
Il destino di questo villaggio e' simile a quella di coloro che hanno visto in questi anni costruirsi intorno un muro ed essere cacciati dai campi coltivati, prima risorsa economica degli abitanti della zona. Sorprende come una zona ricca di alberi di olivi non riesca a sfamare una intera popolazione e tutto questo grazie alle "politiche" di apertura e chiusura di quelle porte che una volta li portava neo "loro" campi.
Nel pomeriggio la carovana si reca alla "porta" settentrionale dell'enorme paese dove "l'accoglienza" dei militari israeliani e' immediata, entrano nel territorio palestinese proprio per fronteggiare gli attivisti e le attiviste "ree" di essersi avvicinate troppo al muro. Come deterrente per la carovana e gli abitanzi di Jayyus sono stati sparati anche alcuni lacrimogeni, esplosi a distanza, sintomo dell'arroganza delle forze armate israeliane.
La giornata e' terminata con gli emozionanti workshop per bambini con i giocolieri e la murga da una parte e di un incontro tra le compagne e le donne della comunita' di jayyus. Da registrare l'ennesima sconfitta della squadra maschile di calcio... i bimbi incontrati all'uscita del campo ci sfottono simpaticamente al grido di 8 a 1... si prospettano cambi al vertice e dimissioni dell'allenatore :)
25 marzo 2008: ultime notizie dalla carovana in Palestina
Sembra che oggi si siano disputate le prime partite di basket e calcio con le ragazze palestinesi...sotto il solleone! Le nostre fanciulle si difendono molto bene, anche se la stanchezza si fa sentire...
Poi nel pomeriggio trasferimento al campo profughi di Jayyous:
"Siamo a Jayyus, campo profughi circondato dal muro israeliano, dopo una faticosa giornata sportiva: più di 30gradi. Dormiamo per terra in stanzoni...sono tutti molto ospitali, ora siamo ad una festa in nostro onore. Qui la situazione non è per niente semplice! Per ora migliaia di bambini e poche donne".
Diario 25 marzo 2008
La strada verso Abu Dis e' un lungo cammino tortuoso in cui si e' costretti a passare un check point e nonostante siano pochi km ci mettiamo circa 1 ora e mezza; se si potessero usare le strade israeliane la strada si potrebbe percorrere in circa 15 minuti.
Abu Dis e' anzi ERA un quartiere della periferia di Gerusalemme che e'
stato completamente circondato dal muro e reso municipio autonomo
nell'ambito della "de-arabizzazione" di Gerusalemme stessa.
L'universita' si trova proprio a ridosso del muro regalando un profilo
inquietante e rendendo la vita se non impossibile sicuramente ardua per
tutti e tutte coloro che ci vivono, visto che qualsiasi movimento deve
essere "registrato" dai militari israeliani. Lo stesso discorso vale
per coloro che non abitano a Gerusalemme ma che frequentano pero'
l'universita' di Abu Dis.
Dopo
la calorosa accoglienza da parte di docenti e studenti, la giornata
sportiva e' proseguita con due sconfitte delle nostre rappresentative
negli incontri di calcio maschile e femminile e basket femminile. Un
gruppo di persone ne ha approfittato per lasciare "il segno" attraverso
la realizzazione di un paio di graffiti proprio sull'infame muro, di
cui uno dedicato a Dax.
In serata il trasferimento a Jayuss, nel "Charity Center" del villaggio.
Il benvenuto della comunita' locale e il party che inizia con canzoni italiane e inno palestinese e si conclude con la proiezione di un documentario che racconta la storia del villaggio e le drammatiche conseguenze della costruzione del muro e' emozionante e coinvolgente.La giornata e' stata intensa, si cerca quindi di dormire.






