Martedì, Maggio 20, 2008

L@S ZAPATISTAS NO ESTAN SOL@S

adesivi
Dopo anni di apparente tranquillità non passa giorno senza che le Giunte del Buongoverno zapatiste,
 denuncino episodi di provocazione e di attacco contro le comunità indigene del Chiapas. 
La resistenza divenuta pratica di autonomia e autogoverno. Non più la guerra visibile fatta di carri armati 
e corpi militari o paramilitari, ma una lunga e lacerante creazione di microconflitti spacciati come scontri tra indigeni. 
Una strategia che, nell'epoca dell'assordante rumore delle operazioni militari e delle stragi quotidiane della guerra 
globale, si vuol far passare sotto silenzio.
L'autonomia zapatista parla il linguaggio delle comunità in lotta in tutto il mondo per salvaguardare i beni 
comuni e le risorse, per dare un senso reale alla parola democrazia, per conquistare diritti di cittadinanza 
per ogni essere umano.Media indipendenti, singoli, collettivi, artisti, musicisti, spazi sociali, a stare vicino e 
appoggiare questa lotta che non è poi così lontana dalla realtà italiana.
Con questa Campagna: 


- Chiediamo la fine delle aggressioni contro le comunità indigene e della repressione generalizzata,
basata su operativi militari, incarcerazioni e violazione dei diritti umani, attuata dal governo messicano 
 nei confronti dei movimenti sociali, come sta succedendo con la lotta di Oaxaca e Atenco.
- Vogliamo impegnarci per far circolare le voci e le denunce che giungono dal Sud-Est Messicano
- Vogliamo costruire una grande e variegata presenza in appoggio all'autonomia zapatista per 
quest'estate in Chiapas per dire insieme a molt@ da tutta Europa che: 
¡LOS ZAPATISTAS NO ESTAN SOLOS!
Continua per l'appello completo
 
 

* Per fermare le aggressioni e la guerra del governo messicano contro le



comunità indigene del Chiapas.



* Per diffondere le denuncie di violenze perpetrate contro le comunità



zapatiste.



* Per convergere nell'estate 2008 in molt@ da tutta Italia e da tutta



Europa in Chiapas in solidarietà con gli zapatisti.



Dopo anni di apparente tranquillità non passa giorno senza che le Giunte



del Buongoverno zapatiste, denuncino episodi di provocazione e di attacco



contro le comunità indigene del Chiapas. Come confermano le organizzazioni



dei Diritti Umani e come ha confermato il lavoro della Sesta Commissione



Civile di Osservazione dei Diritti Umani, dietro a questo stillicidio di



episodi appare una strategia complessiva di attacco alle comunità indigene



in resistenza. Al centro di questa offensiva, fatta di attacco al diritto



di vivere nelle terre recuperate al latifondo, fatta di sequestri, arresti



e violenze arbitrarie c'è la volontà di attaccare quello che l'EZLN



ha costruito a partire dal 1994: la resistenza divenuta pratica di



autonomia e autogoverno. Non più la guerra visibile fatta di carri armati



e corpi militari o paramilitari, ma una lunga e lacerante creazione di



microconflitti spacciati come scontri tra indigeni. Una strategia che,



nell'epoca dell'assordante rumore delle operazioni militari e delle



stragi quotidiane della guerra globale, si vuol far passare sotto silenzio.



È una guerra che vuole far tacere il laboratorio politico rappresentato



dall'esperienza zapatista, così come in molte altre parte del mondo vuole



spegnere altri movimenti e laboratori sociali basati sull'autonomia.



L'autonomia zapatista parla il linguaggio delle comunità in lotta in



tutto il mondo per salvaguardare i beni comuni e le risorse, per dare un



senso reale alla parola democrazia, per conquistare diritti di cittadinanza



per ogni essere umano. Gli uomini e le donne dell'EZLN si misurano giorno



dopo giorno nella sfida al pensiero unico del neoliberismo per costruire un



presente di cambiamento e di speranza per l'umanità. Sono una comunità



in cammino insieme a molte altre in Messico, in America Latina, in altri



continenti. Sono parte di un'umanità che lotta, sogna e si organizza



"in basso a sinistra" come succede a casa nostra: dal Presidio "No



dal Molin" contro la guerra, ai Comitati della Val di Susa, dalle



mobilitazioni delle donne ai conflitti per la difesa del territorio, dalle



mobilitazioni dei migranti per pieni diritti alle lotte sociali. Invitiamo



tutti coloro che si sentono vicini alla causa zapatista così come anche



tutte quelle esperienze basate sul concetto di comunità in lotta e di



autonomia a sottoscrivere questa campagna. Media indipendenti, singoli,



collettivi, artisti, musicisti, spazi sociali, a stare vicino e appoggiare



questa lotta che non è poi così lontana dalla realtà italiana.



Con questa Campagna,



- Chiediamo la fine delle aggressioni contro le comunità indigene e della



repressione generalizzata, basata su operativi militari, incarcerazioni e



violazione dei diritti umani, attuata dal governo messicano nei confronti



dei movimenti sociali, come sta succedendo con la lotta di Oaxaca e Atenco.



- Vogliamo impegnarci per far circolare le voci e le denunce che giungono



dal Sud-Est Messicano.



- Vogliamo costruire una grande e variegata presenza in appoggio



all'autonomia zapatista per quest'estate in Chiapas per dire insieme a



molt@ da tutta Europa che: ¡LOS ZAPATISTAS NO ESTAN SOLOS!



Promotori della Campagna:



Associazione Ya Basta (www.yabasta.it) - Mani Tese Lucca - Comitato Chiapas



"Maribel" Bergamo - Comitato Chapas Torino - Consolato Ribelle del



Messico di Brescia - Comitato Chiapas Brescia - Coordinamento Toscano di



Sostegno alla Lotta Zapatista - Rete di Sostegno al Chiapas Rebelde - Carta



- Progetto Dignidad Rebelde (www.myspace.com/progettodignidadrebelde,



inforebelde@gmail.com) - Fondazione Neno Zanchetta



Per adesioni: loszapatistasnoestansolos@globalproject.info

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