Tornate...Primo video della Carovana in Palestina!
Diario del 28 marzo 2008
Ultima giornata a Betlemme di ritorno dal giro verso nord e prima di andare a Gerusalemme, dove domani staremo al Luq Luq, un centro sociale (per intenderci) del quartiere musulmano.
La giornata di oggi e' stata all'insegna di una passeggiata nel campo
profughi di Dehishee e la visita in un'altra sede dell'Ibdaa. Uno nuovo
spazio, ancora in costruzione, che funge attualmente anche da
biblioteca,
asilo nido e prossimamente un media center.
Dalla terrazza e' facile vedere all'orizzonte il muro che divide Betlemme da Israele.
Le sensazioni sono sempre forti e le medesime: non c'e'futuro per chi non ha spazio per crescere.
Al termine della visita e dell'incontro con chi lo gestisce, dopo
pranzo ci siamo spostati all'universita' di Betlemme dove c'e' stata la
partita tra le ragazze italiane e la rappresentativa palestinese. La
sconfitta delle "nostre" e' stata piuttosto netta ma l'impegno non e'
assolutamente mancato, anzi. Bisogna dare atto che gia' l'anno scorso
avevamo scoperto quale bella realta' sia questa squadra di calcio
femminile palestinese.
Il pomeriggio scorre piacevolmente tra un workshop di giocoleria
all'interno della sede dell'Ibdaa e un giro nel campo con la Murga e
l'assalto dei bambini per accapparrarsi il centinaio di enormi
palloncini che venivano distribuiti in giro.
Un autentico bagno di folla.
Chiudiamo salutando gli e le abitanti di Dehishee mentre sta per
cominciare la festa di saluto organizzata dal Ibdaa Cultural Center
sperando di vederci nuovamente il prossimo anno.
Qualche immagine della carovana in Palestina...from Wendy
Diario 27 marzo 2008
Si continua la giornata con la grande partita di calcio maschile, il cambio al vertice e' evidente e la squadra finalmente vince, risultato finale 2 a 0 :) ma come al solito la festa continua non importa chi abbia vinto, i bambini ci assediano festosamente fino alla nostra partenza con i pullmann.
Ritorniamo a Betlemme per proseguire le nostre giornate domani con la visita al campo profughi di Dehishee.
Piccol* incursionist* crescono: 4° giorno in Palestina
La mattinata a Jayyus è stata intensa: accompagnat* da bambini eccitatissimi si tenta di saltare il muro: la carovana scavalca la sbarra e si avvicina alla rete che circonda il campo...pochi istanti dopo una camionetta di soldati armati spiana in faccia la (pre)potenza armata di Israele e costringe tutt* alla ritirata.
Nel pomeriggio poi incontri di ogni tipo: con le associazioni sportive, le squadre e gli studenti che raccontano quanto è difficile fare tutto ciò che per noi è banale e scontato quando ogni giorno.
Ma soprattutto le ragazze della carovana organizzano un incontro con l'associazione femminile del campo, per ascoltare e vedere l'occupazione con i loro occhi.
La tensione si è davvero fatta sentire oggi...
"Avventura con bimbi scatenati in odor di intifada..."
"...poco dopo sono arrivate due camionette di soldati, uno ci ha puntato un mini bazooka come avvertimento..."
Diario 26 marzo 2008
La sveglia naturale del gallo e delle pecore ci riporta alla realta' del villaggio di Jayuss.
La giornata che aspetta la carovana e' densa di avvenimenti. La mattina l'incontro con con "Stop the Wall", grazie al quale tutte e tutti abbiamo una situazione piu' chiara sul muro e sulla "prigione" di Gaza e sulla situazione di tutta la palestina e del suo popolo. In seguito andiamo a visitare la "porta" meridionale che limita l'accesso ai campi degli ulivi e alle coltivazioni. Lo spettacolo e' impressionante e i militari non ttardano ad arrivare vista la nostra presenza. Ai nostri piedi una terra particolare che permette all'esercito di poter tracciare ogni passaggio che sia a piedi o con un mezzo.
Il destino di questo villaggio e' simile a quella di coloro che hanno visto in questi anni costruirsi intorno un muro ed essere cacciati dai campi coltivati, prima risorsa economica degli abitanti della zona. Sorprende come una zona ricca di alberi di olivi non riesca a sfamare una intera popolazione e tutto questo grazie alle "politiche" di apertura e chiusura di quelle porte che una volta li portava neo "loro" campi.
Nel pomeriggio la carovana si reca alla "porta" settentrionale dell'enorme paese dove "l'accoglienza" dei militari israeliani e' immediata, entrano nel territorio palestinese proprio per fronteggiare gli attivisti e le attiviste "ree" di essersi avvicinate troppo al muro. Come deterrente per la carovana e gli abitanzi di Jayyus sono stati sparati anche alcuni lacrimogeni, esplosi a distanza, sintomo dell'arroganza delle forze armate israeliane.
La giornata e' terminata con gli emozionanti workshop per bambini con i giocolieri e la murga da una parte e di un incontro tra le compagne e le donne della comunita' di jayyus. Da registrare l'ennesima sconfitta della squadra maschile di calcio... i bimbi incontrati all'uscita del campo ci sfottono simpaticamente al grido di 8 a 1... si prospettano cambi al vertice e dimissioni dell'allenatore :)
25 marzo 2008: ultime notizie dalla carovana in Palestina
Sembra che oggi si siano disputate le prime partite di basket e calcio con le ragazze palestinesi...sotto il solleone! Le nostre fanciulle si difendono molto bene, anche se la stanchezza si fa sentire...
Poi nel pomeriggio trasferimento al campo profughi di Jayyous:
"Siamo a Jayyus, campo profughi circondato dal muro israeliano, dopo una faticosa giornata sportiva: più di 30gradi. Dormiamo per terra in stanzoni...sono tutti molto ospitali, ora siamo ad una festa in nostro onore. Qui la situazione non è per niente semplice! Per ora migliaia di bambini e poche donne".
Diario 25 marzo 2008
La strada verso Abu Dis e' un lungo cammino tortuoso in cui si e' costretti a passare un check point e nonostante siano pochi km ci mettiamo circa 1 ora e mezza; se si potessero usare le strade israeliane la strada si potrebbe percorrere in circa 15 minuti.
Abu Dis e' anzi ERA un quartiere della periferia di Gerusalemme che e'
stato completamente circondato dal muro e reso municipio autonomo
nell'ambito della "de-arabizzazione" di Gerusalemme stessa.
L'universita' si trova proprio a ridosso del muro regalando un profilo
inquietante e rendendo la vita se non impossibile sicuramente ardua per
tutti e tutte coloro che ci vivono, visto che qualsiasi movimento deve
essere "registrato" dai militari israeliani. Lo stesso discorso vale
per coloro che non abitano a Gerusalemme ma che frequentano pero'
l'universita' di Abu Dis.
Dopo
la calorosa accoglienza da parte di docenti e studenti, la giornata
sportiva e' proseguita con due sconfitte delle nostre rappresentative
negli incontri di calcio maschile e femminile e basket femminile. Un
gruppo di persone ne ha approfittato per lasciare "il segno" attraverso
la realizzazione di un paio di graffiti proprio sull'infame muro, di
cui uno dedicato a Dax.
In serata il trasferimento a Jayuss, nel "Charity Center" del villaggio.
Il benvenuto della comunita' locale e il party che inizia con canzoni italiane e inno palestinese e si conclude con la proiezione di un documentario che racconta la storia del villaggio e le drammatiche conseguenze della costruzione del muro e' emozionante e coinvolgente.La giornata e' stata intensa, si cerca quindi di dormire.
Stralci di una mail notturna dalla Palestina
Wendy è fatta così, ancora più dei diari ufficiali le piacciono le improvvisate notturne, i pensieri un pò sconnessi che vengono fuori da una mail ufficiosissima e piena piena di cuore
[...]abbiamo finito di mangiare, poi riunione, in cui cominciamo a conoscerci. Le
realta sono belle e variegate, e ci sembra necessario fare uno sforzo in piu
per capirsi....
domani sera, la prima riunione al femminile di questa carovana!
Stanotte giro per il campo con uno di qua che ci porta sopra un tetto, ci fa vedere semplicemente come i territori palestinesi e quelli israeliani si possano distinguere in base a quanto sono illuminati... Palestina uguale buio, Israele uguale luce e sicurezza....
...una bambina che abbiamo conosciuto oggi, faceva un tifo sfegatato, era quasi diventata capo ultra, le abbiamo chiesto cosa volesse fare da grande ci ha risposto la cantante...[...]
Diario dalla Palestina 24/03/2008
Sorpresa da questa estate improvvisa oggi la carovana ha visitato la citta'
di Hebron in attesa di capire se le autorita' israeliane avrebbero permesso
l'entrata a Gaza... il divieto di giocare pare definitivo!
La scelta e' stata quella di visitare Hebron in quanto citta' significativa
per comprendere al meglio la complessita' del conflitto arabo-israeliano e
l'ingerenza della politica di occupazione sionista: dato che la citta'
custodisce la tomba di Abramo, patriarca dei credenti (ebrei, cristiani e
musulmani), dopo la guerra dei sei giorni del 1967 alcuni coloni israeliani
si insediarono a forza nella citta' vecchia prendendo totalmente il
controllo del territorio.
(Continua)
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wendy
( NEWS, SPORT SOTTO L'ASSEDIO - CAROVANA IN PALESTINA- )
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Primo comunicato di Sport sotto l'assedio
Israele si permette ancora una volta di vietare di giocare una semplice
partita di pallone.
La delegazione di 101 atlete e atleti di Sport Sotto l'assedio sbarcata in
nottata in Palestina e giunta alla frontiera "illegale" di Erez all'alba si
vedeva negare per pretestuosi motivi riguardanti la nostra "sicurezza"
l'entrata a Gaza, l'unica sicurezza che il governo israeliano vuole e'
quella di poter continuare a perpetrare la sua politica di occupazione
criminale.
Primo giorno
04:02am, 04:27am, 08:52am, 9:34am
Arrivano i primi messaggi delle ragazze:
I controlli in aeroporto sembrano essere scivolati via facilmente, quasi tra l’incredulità generale. Poi in pullman per Erez; il primo giorno forse è il più difficile: cercheranno di entrare a Gaza anche se il permesso è già stato negato…l’idea è quella di chiedere l’autorizzazione a far passare una delegazione femminile.
Dopo 4 ore davanti al checkpoint il permesso viene nuovamente negato: sembra, dicono loro, i militari israeliani, sia "impossibile garantire l’incolumità delle persone".
Scatta la partita di calcio con i tassisti, suonano i tamburi, Gaza rimane inaccessibile.
Permesso negato. L'isolamento forzato continua.
“Donne velate escono da Gaza per andare all’ospedale di Tel Aviv. A Gaza l’ospedale è stato distrutto.”
La carovana si dirige ora verso Deheshe, campo profughi di Betlemme.
I messaggi che arrivano scoppiano di emozioni.
Sport sotto l'assedio: carovana in Palestina
Zaini in spalla e palla al piede già in aeroporto: comincia così il viaggio di Wendy in Palestina.
Tappa ad Atene e poi Tel Aviv, arrivo previsto questa notte intorno alle 3.00
La carovana di Sport sotto l’assedio è tradizione e quest’anno a partire sono più di cento persone, da Milano ma anche da Bergamo, da Roma…ed essere più di cento ad attraversare la Palestina , in questo momento, è un segnale bello e forte.
Questo è il calcio che piace a Wendy, so different so good.
Per una settimana a sgambettare dietro un pallone ma soprattutto occhi negli occhi con donne e uomini, ragazze e ragazzi, che riflettono nello sport voglia di libertà, lotta alla segregazione.
Per tutte le informazioni sul progetto:
Le donne in piazza in tutta Italia
Le donne in piazza in tutta Italia
"E' una guerra contro la 194"
ROMA - Una cosa è certa: è stata "una dichiarazione di guerra", un "atto illegale", un "attacco alle donne e alla loro autodeterminazione". Una cosa è chiara: è necessario "alzare i toni", "rispondere", "saranno tempi bui". All'assemblea romana che si è tenuta alla Casa delle Donne c'è molta disciplina e decisione. Un intervento dietro l'altro, senza perdere tempo, senza chiacchiere inutili, viene organizzata la risposta al "blitz" di Napoli. Su questo argomento tutto è stato detto, ora bisogna di nuovo farsi sentire.
E così, in modo veloce e spontaneo, è stato in diverse città dove oggi pomeriggio ci saranno mobilitazioni. Sono previsti presidi davanti agli ospedali, dalla Mangiagalli di Milano al Sant'Orsola di Bologna, sempre a Milano un appuntamento è in piazza San Babila alle 18, a Roma invece davanti al ministero della Salute alle 17, a Napoli in piazza Vanvitelli alle 17.
È stata una reazione immediata, quella delle femministe e di molte donne, voci indignate e "furenti" si sono levate dalle assemblee, si è mosso quel movimento sommerso, quella rete di donne (dai partiti ai collettivi) che non sempre si vede ma esiste, non è un ritorno al passato, dicono, ma è di nuovo "qui e ora" intorno ad una questione strategica: la possibilità di scelta della donna.
La risposta sarà capillare ma questo, promettono le organizzatrici, è solo l'inizio, partiranno anche iniziative legali e "sarà necessario affrontare di nuovo, dopo tanti anni, la questione dei medici obiettori, quei ginecologi che per fede ma spesso per carriera non praticano interruzioni di gravidanza e rendono difficile applicare la legge nelle strutture pubbliche". Dice una "veterana" delle lotte delle donne all'assemblea romana: "Quello che è accaduto a Napoli non è stato un caso, avevano iniziato già con la legge 40, ma tutti a dire "non oseranno toccare la 194", invece vogliono farlo o meglio tenteranno di sabotarla.







